Emergenti
Transiti
C’è, dietro all’apparente calma, quasi uno stallo liquido, che vela questo lavoro, una volontà comunicativa assolutamente incendiaria e necessaria, resa pienamente dalla potenza fotografica che ogni verso trasmette.
Songs On The Line
Dietro il nome di Bob Corn si celano il talento e l’arte di Tiziano Sgarbi, un personaggio davvero importante della scena folk-rock indipendente emiliana. Se in passato era il front man dei Fool Tribe ora pubblica un album in solitario che è un saggio della sua vocazione non convenzionale, minimale e solitaria. Cinque canzoni, semplici ed essenziali, eseguite in inglese, cinque telegrammi poetici
Arriverà l’Estate?
Nuovo album per questo trio musicale interamente al femminile originario di Rosignano Solvay che si è formato nel 2011.In un gioioso frastuono di chitarre, mandolini e percussioni varie (piatti e cucchiai compresi) che conquista subito il favore di chi ascolta, il trio ci propone un vecchio repertorio fatto di canzoni di lotta, musica popolare, inni anarchici e canti femministi propri della tradizione toscana e anche del Sud d’Italia. E’ un vero piacere riascoltare serenate d’amore, filastrocche e canzoni di rivolta ormai entrate nella Storia, che fluiscono con grande naturalezza e vivacità grazie non solo al talento vocale delle tre Sisters ma anche a nuovi arrangiamenti, davvero indovinati
Nothing But Trouble
Nel respirare a pieni polmoni le note dell’album, a partire dalla prima traccia che dà il titolo a tutto il disco, si riscopre la piacevole sensazione di esplorare terre lontane che non si credevano potessero esistere.
Questa Non è Nashville
Nel nuovo disco del cantautore romano sembra di ascoltare qualcosa a metà strada fra Stefano Rosso e Johnny Cash , con le liriche dei brani che affondano le loro radici in una realtà romana fatta di avventure, di “menefreghismo”, di tante amarezze e disillusione. Testi molto diretti e sinceri, nessuna astrazione per un artista che viene dal punk e dal metal ma che poi , con il passare del tempo, ha riscoperto forme espressive che rendono meglio quanto aveva da raccontare
We Play F*ckin Dirty Blues
Chitarre lancinanti, una base ritmica mozzafiato e una sezione vocale aggressiva e potente costituiscono il marchio di fabbrica di questo “power trio” che è al suo esordio discografico con un album che pesca a piene mani negli anni Settanta, che rispolvera le radici blues-rock di quel periodo, ci aggiunge qualche citazione di rock sudista e una buona dose di “metal”. Una formula comunque vincente da ascoltare, ma ad alto volume, mi raccomando!
EP
Nuova uscita discografica per un gruppo napoletano di origine, berbero di nome (il nome scelto dal quartetto deriva infatti dal “tamazight” ed è traducibile con l’espressione “vieni verso il mio cuore”) e che spazia tra sonorità portoghesi, spagnole e ovviamente partenopee. Un EP che vede i suoi interpreti muoversi abilmente su tappeti sonori e dialetti diversi ma uniti dalla passione per la musica: è possibile ascoltare i ritmi spagnoli e messicani ben rappresentati dalla tromba di Enrico Valanzuolo e dalle percussioni di Riccardo Schmitt, a cui fanno da contraltare le sezioni più ritmiche curate dalle chitarre di Dario Di Pietro, con questo insieme che risalta le abilità canore di Marilena Vitale
Show
Attenzione, una botta tremenda sta per abbattersi sui vostri padiglioni auricolari. E’ inutile cercare di scansarsi, non fareste in tempo. Il disco sfornato dalla metal band tedesca, originaria di Francoforte, è serrato e altisonante. Furia iconoclasta e aggressività sono i tratti distintivi dei Need2Destroy, che si muovono a loro agio all’interno delle strutture complesse dei tredici brani che compongono l’album, un disco interamente improntato ad un “crossover” mai di facciata, cantato (o meglio, urlato) sia in tedesco che inglese e spagnolo
Freedom In Fire
Dodici brani, uno più bello dell’altro, che non fanno niente per nascondere le influenze del buon vecchio classico “heavy metal” (Accept, Judas Priest, Scorpions, Helloween, R.J. Dio) per l’ottimo esordio di questa band originaria di Stoccarda
Annie
Un cantautore che riesce a tradurre sentimenti e parole trovando una chiave personale vi pare poco? Il suo album “Annie” è un susseguirsi di sorprese e motivazioni a proseguire l'ascolto, un tripudio emozionante di semplicità e freschezza che si traduce in pezzi come “Non ho memoria” tra i diamanti incastonati nell'album stesso