Emergenti
Play
Terzo album per il cantautore piemontese, un musicista che trasforma la semplicità dei suoi testi e dei suoi arrangiamenti, essenzialmente acustici, in una forma d’arte. Sì perché le dieci tracce contenute su “Play” non sono per niente banali , anzi contengono momenti di verità e di testimonianza civile veramente significativi
Volver
Quarto album per questo musicista errante, allievo di Dino Saluzzi, profondo conoscitore della tradizione tanguera e della musica argentina in genere. Il disco è stato registrato dal vivo nel mese di Maggio del 2018 nella piccola chiesa di Casola, vicino Bologna. Diciotto composizioni, tutte altamente poetiche e drammaticamente struggenti. Non è intrattenimento, è elogio dell’interiorità, del silenzio. Musica nuda che si nutre dei continui viaggi e delle nuove esperienze del suo autore
Ghost
Siamo entrati nell’ultimo trimestre del 2019, è quindi tempo di fare il punto sui migliori pezzi e dischi dell’anno. Così giustifichiamo la nostra tardiva segnalazione di quello che rimarrà come uno tra i migliori lavori di questi mesi, sicuramente nella scena italiana: è Ghost, il tetro, oscuro, crudo e gran bell’album di esordio del giovanissimo Goya, aka Tommy Toxxic dei romani Wing Klan (col sodale Joe Scacchi). Si tratta di 14 brani inediti sui 18 presenti, per un’ora e sette minuti (con Strano in loop che dura quasi 16 minuti) di inarrestabile, continuo flusso rap, lirico, poetico. Cosa molto atipica per la gran parte degli artisti del momento, con lavori solitamente sotto la decina di brani, dove un terzo sono singoli già pubblicati in precedenza
La Famiglia Non Esiste
Il cantautore siracusano cura gli arrangiamenti del suo secondo album in maniera maniacale, smonta e rimonta suoni con accuratezza certosina, definendosi ironicamente un artista dalle tempistiche del bradipo. In effetti dal punto di vista formale nulla si può eccepire: timbriche curate, elettronica dosata sapientemente, amalgama strumentale e, va detto per onestà, anche passione sincera. Ma il risultato finale dell’ascolto di questo disco è un sentore complessivo di monotonia e uniformità che non giova affatto al giudizio finale
Point Blank
Album da suonare ad alto volume, dinamico e debordante. Per appassionati di un hard rock tradizionale interpretato da questo chitarrista tedesco di ottima fama a cui si affiancano vocalist che rispondono ai nomi di David Reece (ex Bangalore Choir, Accept, Bonfire) e di John Cuijpers (ex Praying Mantis), che si alternano sulle diverse canzoni. Altri special guest i chitarristi Doug Aldrich (ex Whitesnake e The Dead Daisies) e Mathias Dieth (ex UDO, Sinner)
Avenue to Wonderland
I Broken Ego sono una band austriaca fondata dal vocalist Chris Ego. L’intento del gruppo è quello di sovrapporre elettronica e hard rock. Il risultato però non è sempre convincente. Il loro ultimo album è pieno di buone intenzioni, ma le canzoni spesso si risolvono in un “synth-pop” piuttosto banale
Vault
Prendere o lasciare. Il gruppo belga capeggiato da Stijn Szin non lascia molte alternative. “Vault” è un album aggressivo, minaccioso e dotato di una ritmica martellante con un substrato elettronico che risulta impenetrabile e compatto. Da ascoltare
Chasing Lights
No, non abbiamo a che fare con una nuova “vocalist” della scena “indie” inglese. Gli Ida Mae sono a tutti gli effetti un duo musicale, composto da Chris Turpin e da Stephanie Jean. Vengono da Norwich, Inghilterra del Nord e ci propongono un blues-rock aggressivo e vibrante
Si farà giorno
Quarant’anni in due, Giacomo Clementi Chiavari (voce e drum machine) e Jacopo Dominici (synth e tastiere) sono il duo che si cela dietro il nome Conse, che lo scorso 29 agosto hanno bagnato il loro esordio con l’EP (autoprodotto dai ragazzi umbri). Cinque tracce che segnano un inizio incoraggiante che ci mette piede in un mondo, quella della musica, regolato da meccaniche strane e spesso indecifrabili. Apprezzabile la voglia di trasformare in musica quella leggerezza giovanile che li contraddistingue, senza scendere a compromessi con citazioni travestite da marchette pubblicitarie, non del tutto scontato visto il trend attuale che impazza nell’Italia musicale
1969
Ci sono degli artisti che, nonostante ad un primo ascolto possano sembrare insulsi (se non addirittura scadenti/ inascoltabili), si rivelano, in realtà, stranamente trasversali e, per qualche motivo sconosciuto, magnetici. Magari capita di ascoltarli partendo da un pregiudizio assolutamente negativo. Poi però succede che il lavoro funziona, l'album suona fresco e musicalmente coinvolgente. Ecco, lì si è obbligati a cambiare idea, ricredersi almeno sul disco che si è ascoltato