Human Machine
E’ sicuramente voluto il contrasto tra tematiche “di peso” e atmosfere che vorrebbero cavalcare Subsonica e Franz Ferdinand, ma, il più delle volte, finiscono per avere uno spiacevole effetto-jingle.
Grosso punto interrogativo e susseguente doverosa pausa di riflessione. La presentazione di ”Human Machine” farebbe la felicità di chiunque – come la sottoscritta e una manciata di altri irriducibili nichilisti – si entusiasmi alla prospettiva di un concept centrato su una persona di quelle che fuggono troppo in fretta dalle nostre vite, passando per una dolorosa analisi del passato e utopie di un futuro meno triste e trovando un compimento spietato e apocalittico nel confronto con un Dio menefreghista e distante.
Ora, su un tema e su testi del genere uno si immagina un beat claustrofobico e angoscioso alla Nine Inch Nails, di quelli che ti prendono alla gola e sembrano volerti scuotere e soffocare … Ma no. I NODe giocano tutto su pezzi estremamente danzerecci e futuristici. Che avranno il loro perché, per gli estimatori del genere, del synth e di tutte le altre macellerie elettroniche di cui onestamente non ricordo neanche il nome.
E’ sicuramente voluto il contrasto tra tematiche “di peso” e atmosfere che vorrebbero cavalcare Subsonica e Franz Ferdinand, ma, il più delle volte, finiscono per avere uno spiacevole effetto-jingle. Ma è un contrasto spiazzante, illeggibile. A meno che la metafora non voglia proprio essere quella del futuro insopportabilmente cibernetico che ci attende. Se è così, la cosa può anche avere un senso. Altrimenti, resta solo un’astronave di effetti sonori con ben poca anima realmente “musicale” a far da contorno a idee che avrebbero meritato ben altro spessore.


