Alternative rock 9 Novembre 2022

Inner World Peace

“Inner World Peace” è il tipico disco da definire “carino, ma inutile”, e da liquidare in poche parole, se non si presta la dovuta attenzione alle tracce che lo compongono.

Artista
Frankie Cosmos
Etichetta
Sub Pop

Attiva da una decina di anni con alle spalle già un numero cospicuo di autoproduzioni, Greta Kline ha pubblicato di recente il terzo album su etichetta Sub Pop.

“Inner World Peace” è il tipico disco da definire “carino, ma inutile”, e da liquidare in poche parole, se non si presta la dovuta attenzione alle tracce che lo compongono.

Ascolti ripetuti faranno però emergere i pregi del nuovo lavoro dei Frankie Cosmos (progetto avviato come avventura solista dalla Kline, e divenuto nel tempo una vera e propria band).

Melodie agrodolci, solari e sbarazzine (quelle di “Abigail”, “Aftershook” e “A Work Call”, ad esempio) coesistono con momenti più intimisti (“Fruit Stand”, “Wayne”).

Sorprendono le metafore e gli accostamenti bizzarri di immagini che caratterizzano alcuni testi (“Fruit Stand”, “One Year Stand”); la stringatezza delle canzoni, ma anche i guizzi imprevedibili che le allontanano dall’ovvio (le esplosioni di “Magnetic Personality”, che ci ricordano la concisione accattivante degli Eric’s Trip di “Love Tara”, gemma del 1993, sempre su Sub Pop); i micro riff dell’orecchiabile “Sky Magnet”, che improvvisamente rallenta e si trasforma in una citazione di “Femme Fatale” dei Velvet Underground; i brevi passaggi strumentali di “Empty Head”, che potrebbero far pensare addirittura ai Minutemen.

Non tutto funziona, e qualche sforbiciata alla scaletta avrebbe giovato al risultato complessivo, ma in tempi di album pressoché usa e getta “Inner World Peace” si presenta come opera più che dignitosa e godibile.