Italiani 23 Settembre 2009

Memòra

Un disco intenso e viscerale da ascoltare in religioso silenzio, per perdersi nella musica e lasciare che questa ci conduca da qualche parte agli estremi della nostra mente o in fondo al nostro cuore.

Zeta Factory presenta il nuovo album dei Memòra, trio rock post grunge di Ferrara. Dopo le registrazioni di diversi demo ed una intensa vita live, i Memòra approdano alla Zeta Factory a meta del 2008 e sotto la produzione artistica di Gabriele Rustichelli (già produttore di SensAzione, Misero Spettacolo, Lineaviola, Corey e Fata) iniziano la pre produzione del loro primo album.
L’album dal titolo omonimo Memòra esce nel 2009 e racchiude dodici brani caratterizzati da un sound graffiante in bilico tra post grunge e alternative rock. I testi sono introspettivi e malati specchio di una realtà intima e personale.
C’è da dire che l’immediatezza e l’urgenza delle canzoni, avvolte da liriche sofferte, si traduce in un disco intenso e viscerale da ascoltare in religioso silenzio, per perdersi nella musica e lasciare che questa ci conduca da qualche parte agli estremi della nostra mente o in fondo al nostro cuore.
Si parte dall’urlo primordiale di “Qui Giace la Speranza”e si prosegue con gli arpeggi di una chitarra effettata di ”Dopo mi Addormento” con il cantante che fa il verso a Eddie Vedder e gli arrangiamenti che ricordano la pienezza del suono dei Pearl Jam.
“Acquarello di quasi autunno” è un esempio di come rapportarsi al grunge ed alla musica alternativa: non come un semplice manierismo di un fenomeno ristretto agli anni novanta ma, bensì, come un tentativo di andare oltre Seattle. Nei due brani che seguono, ”Il Più Bello degli Angeli” e “Su la Tua Pietra”, il suono si fa decisamente heavy in una linea ideologica che collega gli Zeppelin ai Soundgarden. La durissima ed introspettiva ”Senza fiato” chiude un esordio convincente, ricco di passione e dedizione.