Primo Vere
Chiaradia è un giovane cantautore il cui stile lo si può riconoscere a migliaia di chilometri sonori, uno di quelli che s'impossessa delle parole e le usa a suo piacimento mescolando folk, fingerpicking e tanto ma tanto estro.
Chiaradia è un giovane cantautore il cui stile lo si può riconoscere a migliaia di chilometri sonori, uno di quelli che s’impossessa delle parole e le usa a suo piacimento mescolando folk, fingerpicking e tanto ma tanto estro.
Il suo ultimo album “Primo Vere” è un esempio di cosa dovrebbe essere il cantautorato oggi, un super mix di sentimenti, poesia e bellezza che sprofonda le radici in una scuola cantatuorale abbastanza collaudata e di sicuro molto poco indie.
“Primo Vere” scorre velocemente come l’acqua e lo riesci ad avvertire per la sua freschezza sonora e per la sua delicatezza. La riproduzione del disco comincia e finisce senza nemmeno renderci conto di quanto tempo sia passato. Si ferma e ti ferma in silenzio per farti scoprire qualcosa di nuovo che magari non si riesce più ad intravedere nei vari cantautori moderni.
Ogni traccia è una storia e rappresenta un’anima del cantautore ma di certo il brano che più ci ha colpito è “Anima nera”, un vero e proprio biglietto da visita per il cantautore che riesce a scoprire sonorità diverse e fonderle tra loro in un solo disco.
In sostanza Chiaradia è un cantautore vecchio stile che pensa alle parole e crede che la poesia sia qualcosa di serio e non qualcosa utile solo a vendere qualche disco. Chiaradia crede nella musica e nelle parole e questo è quello che ci ha colpito di più. Un cantautore indie che indie in realtà non è, perchè l’indie è morto ma la bellezza resiste grazie anche ad artisti come Chiaradia


