San Siro in delirio per i Muse
Una struttura futuristica, spaziale, larga 64 metri, dalla superficie a cassettoni che altro non sono che piccoli schermi, proiettata verso il pubblico: al centro, covato come una caverna nel ventre d’una montagna, un palco abitato da tre giovani umani del Devon e alieni della musica internazionale. Quando alle 21:15 Matthew Bellamy e compagni si sono materializzati tra attori che inscenavano una manifestazione di protesta, lo stadio San Siro non ha retto ed e’ esploso in un boato, soltanto il primo di una lunga serie che ha sovrastato ogni avvio di brano e che sicuramente ha sforato ben piu’ della musica quegli 80 decibel di limite fissati dall’Ammistrazione comunale per tutelare orecchie e suppellettili dei residenti. Quasi due ore di musica per quest’unicum dei Muse in Italia e al Meazza in rappresentanza della grade musica internazionale (dopo di loro, San Siro sentira’ soltanto la voce di un doppio Ligabue, per altro presente alla serata, e di Renzo e Lucia nel musical ispirato ai Promessi Sposi). Le luci del palco e delle immagini, le note dei Muse e i cori dei fans si sono fusi in un gioco di rimandi ritmati a suon di vecchi successi e nuove canzoni: l’ultimo album, ‘The Resistance’, ha trovato quasi interamente posto in scaletta e i 61.800 spettatori (secondo la stima degli organizzatori) hanno dimostrato di apprezzare dispensando applausi che hanno percorso curve e anelli senza spegnersi mai. I tre del Davon, invece, hanno fatto quello sanno fare meglio: musica, senza fermarsi e senza azzoppare lo show con momenti di riflessione sui massimi sistemi. Hanno suonato e tirato dritti per la propria strada fatta di 22 brani incorniciati tra le 12 palle accomodate sugli spalti vuoti e ispirate al telefilm ‘The Prisoner’. Non sono certo mancati gli effetti speciali -dai tradizionali coriandoli filanti alla ben piu’ tecnologica propaggine di palco che ha innalzato i Muse a metri dal prato di San Siro dall’improvvisa apparizione di Nic Cester, frontman dei Jet, sulle note di ‘Back in black’ degli Ac-Dc alla nave spaziale gonfiabile con acrobata sospesa a mezz’aria, fino a Bellamy vestito di luci- ma alla fine lo spettacolo si e’ composto dell’essenziale declinato nell’attuale miglior forma del neoprog disponibile sul mercato.