Ambient/Elettronica 15 Maggio 2014

Ultimo Domicilio

Pianoforte, chitarra e campionatori si fondono tra di loro con la forza del suono, classico e moderno al contempo, che ha la capacità di celebrare gli umori e le sensazioni di ogni singola ubicazione fisica.

Etichetta
ZerOKilled Music

Arte sonora, musica figurativa, visioni dal forte impatto contemporaneo mentre i suoni più puri ed eterei si mescolano alle immagini. Questo è ”Ultimo Domicilio” un progetto che parte dalla musica per andare oltre la musica stessa sposando la fotografia. Due anime che si fondono, quella del compositore Emanuele De Raymondi e del fotografo Lorenzo Castore, e che generano effigi sonore, ritratti parlanti volti a esplorare il concetto che sta alla base dell’idea di memoria collettiva e individuale.
Tutto si snoda in soli diciotto minuti attraverso l’esplorazione di diversi domicili, per un viaggio ideale quanto tangibile tra Europa e America, lambendo cinque territori musicali e concreti ben definiti: Finale (Italia), Fontenay (Francia), Brooklyn (Stati Uniti), Sarajevo (Bosnia) e Krakow (Polonia).
Pianoforte, chitarra e campionatori si fondono tra di loro con la forza del suono, classico e moderno al contempo, che ha la capacità di celebrare gli umori e le sensazioni di ogni singola ubicazione fisica. Tra strutture minimali, respiri delicati di pianoforte, istanti densi su pennellate scarne e trame sintetiche si definisce così l’itinerario elegante tracciato dalla sperimentazione d’avanguardia di “Ultimo Domicilio”.
I luoghi sonori diventano in definitiva specchio della storia, della rimembranza, del ricordo stratificato e indelebile che la musica di Emanuele de Raymondi riesce sapientemente a evocare.