Indie 4 Novembre 2008

Un secco no al governo islandese

Bjork ha in mente un piano. Anzi due. Dopo la causa a sostegno dell’indipendenza del Kosovo e del Tibet, Björk Guðmundsdóttir, nota come Björk, si impegna per un’altra battaglia, questa volta contro le fonderie di alluminio che minacciano la sua patria, l’Islanda.

L’Islanda è stata profondamente colpita dalla crisi economica globale e l´artista vuole che le autorità sfruttino l´attuale situazione finanziaria per attuare una netta svolta a favore dell´ambiente ed ha esortato il governo nel favorire la nascita di business eco-solidali anzichè le corporation straniere di solito poco eco-friendly.

Bjork è molto delusa dal fatto che il governo ha intenzione di costruire due fonderie per l´alluminio in Islanda ed sta insistendo sul promuovere fonti di energia più ecologiche.

La pop star ha scritto su un quotidiano, “Cerchiamo di sfruttare la crisi economica a nostro favore per diventare una nazione auto-sostenibile insegnando al mondo come l´Islanda sfrutta l´energia geotermica e così via”.
La cantante e compositrice islandese si è detta molto preoccupata per un progetto che prevede la costruzione di nuove dighe: una situazione che potrebbe degenerare con una catena di eventi che provocherebbe danni irreparabili alla natura incontaminata del paese. Non a caso l’ultimo album di Bjork ha un titolo evocativo, “Nattura”. Il brano è stato prodotto insieme a Thom Yorke dei Radiohead ed è parte integrante del progetto ambientale di Bjork. Sul sito nattura.info è possibile sia scaricare il brano Nattura che fare beneficenza per raccogliere i fondi necessari e sostenere così l’associazione che si occupa della tutela del paesaggio islandese.