Wave Traps
Se l'EP "ActorBoy" aveva fruttato ai John Canoe plurimi attestati di stima e un tour di oltre 60 date, l'esordio in lungo del power-trio romano si promette di consegnarli alla fama sempiterna
Today Testaccio, tomorrow the world. Se l’EP ActorBoy aveva fruttato ai John Canoe plurimi attestati di stima e un tour di oltre 60 date, l’esordio in lungo del power-trio romano si promette di consegnarli alla fama sempiterna.
Tanto più che ad arrangiare il tutto ha contribuito un certo Marco Fasolo, icona della scena psych-rock italiana coi suoi Jennifer Gentle, nonchè compagno d’etichetta dei Nostri. Un’etichetta, Bomba Dischi, che in fatto di coerenza e qualità (il suo roster vanta, tra gli altri, Calcutta, Sadside Project, Departure Ave e Pop X) non è seconda a nessuno.
Jesse Germano (voce e chitarra), Mario Bruni (voce e basso) e Stefano Padoan (voce e batteria) sciorinano in dieci tracce tutto il loro bagaglio accumulato in anni di gavetta, fondendo sonorità garage/lo-fi, strizzate d’occhio al pop e al surf, spennellate di psichedelia alla Revolver e gusto per le melodie.
Melodico è – per dire – il ritornello di Chinese Take Away; ma anche Young Fall si fa ricordare col suo chorus in falsetto, a suggello di un ibrido tra una versione acida dei Beach Boys e una alticcia degli Stooges; così come tra cambi di ritmo e riff assassini si dipana Hold My Hand, dagli accenni Ramones; si rallenta, relativamente, solo con City Of Who, per poi riprendere quota con Digital Grey; e se Monday Morning è un bluesaccio strascicato che sembra dover ancora smaltire la sbornia del sabato sera, Sugar Case presenta venature quasi rockabilly, prima del trittico conclusivo affidato all’incazzosa Dance Fellow, la cavalcata hardcore-punk Red Lips e quel perfetto compromesso tra Lively Ones e Rolling Stones che non a caso si chiama Devil. Forse perchè la “sympathy” se la chiama da sè


