Emergenti 8 Maggio 2017

Wave Traps

Se l'EP "ActorBoy" aveva fruttato ai John Canoe plurimi attestati di stima e un tour di oltre 60 date, l'esordio in lungo del power-trio romano si promette di consegnarli alla fama sempiterna

Artista
John Canoe
Etichetta
Bomba Dischi

Today Testaccio, tomorrow the world. Se l’EP ActorBoy aveva fruttato ai John Canoe plurimi attestati di stima e un tour di oltre 60 date, l’esordio in lungo del power-trio romano si promette di consegnarli alla fama sempiterna.

Tanto più che ad arrangiare il tutto ha contribuito un certo Marco Fasolo, icona della scena psych-rock italiana coi suoi Jennifer Gentle, nonchè compagno d’etichetta dei Nostri. Un’etichetta, Bomba Dischi, che in fatto di coerenza e qualità (il suo roster vanta, tra gli altri, Calcutta, Sadside Project, Departure Ave e Pop X) non è seconda a nessuno.

Jesse Germano (voce e chitarra), Mario Bruni (voce e basso) e Stefano Padoan (voce e batteria) sciorinano in dieci tracce tutto il loro bagaglio accumulato in anni di gavetta, fondendo sonorità garage/lo-fi, strizzate d’occhio al pop e al surf, spennellate di psichedelia alla Revolver e gusto per le melodie.

Melodico è – per dire – il ritornello di Chinese Take Away; ma anche Young Fall si fa ricordare col suo chorus in falsetto, a suggello di un ibrido tra una versione acida dei Beach Boys e una alticcia degli Stooges; così come tra cambi di ritmo e riff assassini si dipana Hold My Hand, dagli accenni Ramones; si rallenta, relativamente, solo con City Of Who, per poi riprendere quota con Digital Grey; e se Monday Morning è un bluesaccio strascicato che sembra dover ancora smaltire la sbornia del sabato sera, Sugar Case presenta venature quasi rockabilly, prima del trittico conclusivo affidato all’incazzosa Dance Fellow, la cavalcata hardcore-punk Red Lips e quel perfetto compromesso tra Lively Ones e Rolling Stones che non a caso si chiama Devil. Forse perchè la “sympathy” se la chiama da sè