Indie 29 Marzo 2007

The Adventures Of Ghosthorse And Stillborn

Stavolta Sierra e Bianca hanno realizzato un disco che – a volerle cercare – offre suggestioni infinite. Un album per niente facile, che susciterà irritazione se ascoltato una volta sola

Artista
CocoRosie

Il paragone è azzardato, ma questo disco ci fa pensare a un film di David Lynch. Ascoltandolo, perdiamo la strada, non capiamo più in quale labirinto sonoro siamo capitati. Tutto inizia con un pezzo hip hop, un coro etereo, scratch e base campionata. Ma ci sono strani echi di sottofondo al cantato rap, e, d’improvviso, uno squarcio, e la scena cambia: un’altra dimensione, corale e festosa. Altri tempi. E poi un altro sipario che si alza repentinamente: un brano di opera lirica, tetro, accompagnato dal suono di un organo… Si prosegue così in questo universo bizzarro creato dalle CocoRosie: veniamo trasportati avanti e indietro in epoche diverse, tra momenti di folk ancestrale degno di una interpretazione di Shirley Collins e moderni scheletri electro, tra ballate evocative arricchite da un’arpa a pezzi stralunati e solenni per piano e voce.
Finora, avevamo pensato che le due sorelline fossero un bluff, un duo che furbescamente giocava a mischiare le carte (musicali) in tavola. Con The Adventures Of Ghosthorse And Stillborn non possiamo che ricrederci, perché stavolta Sierra e Bianca hanno realizzato un disco che – a volerle cercare – offre suggestioni infinite. Un album per niente facile, che susciterà irritazione se ascoltato una volta sola. Ma che ripagherà, probabilmente, chi gli presterà la dovuta attenzione. Non è la stessa cosa con i film di Lynch?