Indie 29 Maggio 2008

Consolers Of The Lonely

Compro Rolling Stone e Jack White se la ride in mezzo a Mick Jagger e Keith Richards. Penso, non è da tutti. Come non è da tutti inventarsi i White Stripes, e non è da tutti re-inventarsi con i Raconteurs

Artista
The Raconteurs
Etichetta
XL

Compro Rolling Stone e Jack White se la ride in mezzo a Mick Jagger e Keith Richards.
Penso, non è da tutti.
Come non è da tutti inventarsi i White Stripes, e non è da tutti re-inventarsi con i Raconteurs.
Non è da tutti, ma è semplicemente da Jack White, che forse, al di là di chissà quale giro di parole, fa semplicemente quello che gli riesce meglio nella vita: suona e canta.
E poco conta che sia il rock più classico (Salute Your Solution), il folk irlandese (Old Enough), il blues (sparso in tutto l’album), il grunge (anche questo ingrediente prezioso, sebbene rivisto e mescolato in modo incredibilmente personale, di alcune della canzoni più riuscite, come Five On The Five), il punk (Hold Up), o ricordi addirittura mariachi (The Switch And The Spur).
Senza star qui a perdermi in giudizi inutili e forvianti, mi sento di riassumere tutto in: questo disco suona alla grande!
L’album suona alla grande, i Raconteurs suonano alla grande, sicuramente aiutati anche dal loro affiatamento (questo sì che si sente): Brendan Benson, Jack Lawrence e Patrick Keeler, oltre che al capitano Jack White, si definiscono vecchi amici e come tali suonano.
Un album volendo anche semplice e diretto, senza tanti fronzoli e innovazioni particolari, ma che non può mancare nella vostra discografia, ma non perché sia indimenticabile o fondamentale, ma solo perché merita di essere ascoltato e vi regalerà grandi piaceri e grandi emozioni.
Ve ne accorgerete.