Ambient/Elettronica 7 Maggio 2009

Generazione 1000 Euro

Finalmente un nuovo quadro di una generazione che non vive solo di malumori, ”malinconoia” o di lucchetti ai ponti, ma che spera e ha il coraggio, nonostante le difficoltà, di combattere per quello in cui crede

Artista
Massimo Venier
Etichetta
01 Distribution

Ispirato all’omonimo romanzo di Antonio Incorvaia, nelle sale da venerdì scorso Generazione 1000 euro, la nuova commedia sentimentale italiana di Massimo Venier. Giovanile, ma con la quale con freschezza e simpatia si toccano temi importanti.

Beatrice, Francesco, Angelica, Matteo: ambizione, positivismo, tenacia, pessimismo. Quattro aggettivi che se vogliamo sono necessari alla sopravvivenza oggi per i giovani, rispettivamente per arrivare lontano, per credere in quello che si sogna, forza nel volerlo raggiungere, realismo e umiltà per mantenere i piedi per terra. Le quattro sfaccettature, i quattro modi di vivere una realtà sociale ormai oggi comune ai giovani, quella del precariato.
Matteo (Alessandro Tiberi), un giovane trentenne laureato e con una grande passione per la matematica ha un sogno, quello di diventare docente universitario, ma la strada è lunga e così si accontenta di lavorare per mille euro o poco più al mese per una multinazionale di marketing ormai sull’orlo del fallimento. L’unica sua certezza? Che sarà licenziato. Coinquilino di Francesco (Francesco Mandelli) , mago della Playstation e proiezionista in un cinema, vive a Roma in un mini appartamento ridotto ai minimi termini lottando per l’affitto e le vicissitudini di ogni giorno. Due new entry nella sua vita, saranno capaci di sconvolgerla completamente e ridargli la convinzione nei suoi obbiettivi. Beatrice, una neo laureata in Lettere con grande voglia di arrivare a ciò per il quale ha fatto sacrifici, in perenne attesa di supplenze, è il personaggio sicuramente più positivo del film, semplice, dolce ma forte. Interpretato da Valentina Lodovini, insegna a non abbandonare mai quello in cui si crede e al non accontentarsi mai. Angelica (Carolina Crescentini), vice direttore di marketing, è invece il prototipo della donna manager di oggi, pronta a tutto per la carriera. Anche altri sono gli attori che vi partecipano, come Francesco Brandi e Paolo Villaggio nel ruolo del docente universitario.
Come il regista stesso ha voluto specificare, il film non vuole criticare o avere la presunzione di provare a suggerire “soluzioni” al problema, ma vuole solo illustrarlo, sperando possa essere una sorta di incentivo per i giovani.

Finalmente quindi, un nuovo quadro di una generazione che non vive solo di malumori, ”malinconoia” o di lucchetti ai ponti, ma che spera e ha il coraggio, nonostante le difficoltà, di combattere per quello in cui crede, anche se forse sarebbe il caso di specificare quando ci crede.

VOTO: 3,5/5