Emergenti 10 Marzo 2011

Ethereal Underground

Produzione accurata e niente lasciato al caso, tutto è stato pensato per confezionare un buon disco in bilico tra cuore in Uk e mente in America.

Artista
Starframes
Etichetta
BulbArtWorks

Arriva il secondo disco dei napoletani Starframes, in effetti il primo in formato fisico se si considera che l’esordio è stato reso disponibile 2 anni fa solo su piattaforma digitale. Il quintetto si è preso un bel po’ di tempo prima di uscire con un lavoro ufficiale (l’unplugged da scaricare sul loro sito www.starframesband.com è una release ufficiosa) e ha aspettato di arrivare a una certa maturità nella composizione e negli arrangiamenti.
L’album sfoggia una copertina che è un piccolo capolavoro in sé, opera dell’artista napoletano Max La Manno, e rappresenta un sicuro passo in avanti della band che abbandona le strade dell’indie garage per assestarsi su umori decisamente più lirici quanto a testi e suoni. I dieci episodi di ”Ethereal Underground”, un ossimoro che evidenzia bene come il disco sia allo stesso tempo immediato eppure “impegnato”, si dipanano lungo un percorso che tocca ballate di dolcezza infinita come ”Aurora Borealis” o ”What I Was Made For” (occhio a Coldplay e Snow Patrol) e momenti più spinti come ”Step Over” (in evidenza le chitarre west coast) o il singolo ”Broody Soldier”, che consegna gli ultimi pensieri di un soldato che si incammina verso il proprio destino.
”Cielo Drive” è l’episodio più modaiolo se pensiamo a un certo tipo di indie d’Oltremanica (Glasvegas) ma è anche uno dei migliori, così come ”Dance On The Greenwich Meridian”, che trasuda colori d’Oriente. La produzione è accurata e niente viene lasciato al caso, tutto è stato pensato per confezionare un buon disco in bilico tra cuore in Uk e mente in America.