Tales From The Pizzeria
Gli Alley sono diversi, originali e d’impatto e in questo LP c’è il punk, il gospel, i riff di chitarra e le esplosioni ritmiche che introducono l’ascoltatore in dei “racconti” dalla trama ricca e piena di sorprese.
Percorro un “vicolo” ed incuriosita dalla cover mi imbatto in ”Tales From The Pizzeria”, mando ‘play’ e mi siedo, forse un po’ scettica, perché mi domando quali storie si possano raccontare in una pizzeria, leggo la lista dei brani proposti, sedici in totale.
Si parte con Welcome Back, questo è il secondo lavoro degli Alley (vicolo, ndr) segue il debutto “Nag Champa”. Mi ritrovo immersa nell’ascolto di un piacevole glam rock stile David Bowie, unito al sound più alternativo sempre di chiara matrice britannica. Bene, penso, perché in Italia è sempre più difficile trovare gruppi che scrivano in inglese, senza essere banali e un po’ elementari, o senza essere dei piccoli cloni di chi quella strada l’ha percorsa in precedenza con grandi risultati.
Gli Alley sono diversi, originali e d’impatto, il compositore e autore di musica e testi, nonché voce e polistrumentista è Davide Chiari. In questo LP c’è il punk, il gospel, i riff di chitarra, esplosioni ritmiche come in Super Cosmic Power Punch, a mio parere il pezzo più bello dell’album, e sound melodici nelle track di apertura e di chiusura sono dei “racconti”, che introducono l’ascoltatore nella trama ricca e piena di sorprese e lo salutano in modo gentile, accompagnandolo verso la fine con la canzone bonus Bordeaux, sperando di rivederlo presto in quel vicolo che nasconde molte storie. Mi auguro che questa band ne abbia ancora di nuove ed entusiasmanti, come queste.


