Italiani 6 Febbraio 2004

L’Attuale Jungla (live)

Il suo ultimo disco in studio, "Trasparente", è uno dei migliori dischi di rock d'autore uscito in Italia negli ultimi anni. Ora esce il live "L'attuale Jungla", registrato tra Firenze, Porto S.Stefano e Poggio a Caia in cui Marco Parente conferma le sue indubbie qualità.

Artista
Marco Parente
Etichetta
Mescal/Sony

Era molto allettante e curiosa l’idea di pubblicare un disco live di Marco Parente; artista raffinato e interessante che ha saputo mescolare al meglio certi elementi del cantautorato classico alle novità musicali dell’avanguardia pop, aggiungendo al tutto un intimismo letterario tra i migliori degli ultimi anni. Diverso per baricentro e obiettivi da quelli di altri grandi autori come Manuel Agnelli o Cristiano Godano, Marco Parente ha sempre cercato di indagare sul lato oscuro di sè, su sequenze che molti non noterebbero e su frammenti di vita straordinariamente poetici anche se di poesia non ce n’è (in apparenza).
Il suo ultimo disco in studio, “Trasparente”, è uno dei migliori dischi di rock d’autore uscito in Italia negli ultimi anni; del disco incuriosisce soprattutto la sua musica pop trasversale, ricca di elettronica e di arrangiamenti orchestrali, una musica che non dimentica la tradizione ma la evolve a modo suo. Da tutto questo nasce il live “L’attuale Jungla”, attribuito a Parente insieme alla Millenniem Bugs’ Orchestra, ensemble di musicisti fondamentalmente jazz diretto da Mirko Guerrini.
I dieci brani presentati nel live registrato tra Firenze, Porto S.Stefano e Poggio a Caiano includono sei brani dall’ultima prova in studio, un inedito – “Inseguimento geniale” – e tre dalla prima prova “Testa di cuore”, e gli arrangiamenti orchestrali altro non fanno che confermare i giudizi entusiasti già spesi – e che mai saranno rinnegati – sull’appeal e il fascino distorto della musica di quest’artista. E’ curioso notare come la complessità strumentale dei dischi prodotti sia stata riprodotta fedelmente nel contesto live; ascoltare “Come un coltello” è un’esperienza da brividi, così come “Farfalla pensante”, che ripropone la sua decadenza tra fiati e tappeti di tastiere sorretti da chitarre scarne; ma le esecuzioni migliori sia sotto il profilo esecutivo che emotivo, sono “W il mondo [Radiourlo]”, “La mia rivoluzione” e “Adam ha salvato Molly”.
Parentesi per “Fuck (he)art & let’s dance”, su disco questo esperimento sembrava riconducibile al rumorismo primordiale di Stockhausen o al kraut-rock dei Neu!, dal vivo invece la canzone si alza tra chitarre tremolanti, beat pulsanti ed ingressi ingombranti ma affatto fuori posto di loop e i fiati arrangiati dagli stessi Parente e Guerrini; il risultato è una canzone che finalmente rende senza lasciare gli interrogativi del disco.
Tornando alle altre canzoni, “La mia rivoluzione” è toccante per la maniera di cantare dell’artista, così deviata e noncurante dei canoni che è impossibile non restarne affascinati, soprattutto quando si riesce a legare perfettamente il rock e il jazz all’emotività più pura ed immediata; il nichilismo di “Adam ha salvato Molly” ha invece il compito di chiudere il disco tra il suo crescendo iniziato da un pianoforte e terminato con una suite strumentale degna addirittura di Captain Beefheart (soprattutto nel suono degli ottoni).
Di sicuro però i live non sono il massimo per cominciare a conoscere un artista, quindi, se il nome Marco Parente è per voi completamente nuovo, dirigetevi su “Testa di cuore” o – ancora meglio – su “Trasparente” e se non riuscite a togliervi dalla testa questa bellezza indiscutibile, allora il contesto live servirà a placare la necessità di Marco Parente nell’attesa di una nuova prova in studio.