Whorl
Quello che conta sono le sensazioni. E allora provate ad ascoltare 'Whorl' con gli occhi chiusi immaginando di trovarvi lì, dove le strade non hanno un nome
- Artista
- Simian Mobile Disco
- Etichetta
- Anti
Gli U2 nel 1987 vi trassero ispirazione per il loro album più famoso, i Simian Mobile Disco nel 2014 vi tornano per ravvivare quelle suggestioni che paiono emanare dalla sabbia del deserto mentre il vento soffia forte e il silenzio regna su ogni cosa.
Il Joshua Tree Park da sempre affascina schiere di musicisti alla ricerca di luoghi evocativi e dalla spiccata simbologia al fine di ammantare le loro creazioni di un’aura spirituale che altrove si faticherebbe a trovare.
E questo vale sia che si parli di “volgare” rock da stadio che dell’elettronica cerebrale più spinta come quella del duo inglese formato da James Ford e Jas Shaw, che dopo il precedente ‘Unpatterns’ – datato 2012 – tirano fuori un altro gioiellino formato da dieci tracce strumentali dove a farla da padroni sono synth e sequencer al servizio di ritmiche dance ed atmosfere perlopiù lugubri e notturne.
Cosa strana se si pensa che il disco è stato registrato in sole tre sessioni sotto il sole della California.
Ma del resto, anche i più grandi capolavori del cinema noir erano ambientati lì, e la dicotomia notte/giorno è solo una delle tante apparenti contraddizioni che non fanno che rendere più intrigante anche quest’album.
Perché quello che conta sono le sensazioni. E allora provate ad ascoltare ‘Whorl’ con gli occhi chiusi immaginando di trovarvi lì, dove le strade non hanno un nome.


