Black Devil Lies
Secondo album per i Demonhead, una band australiana che sta acquistando una dimensione di tutto rispetto sulla scena metal internazionale. Il disco si intitola “Black Devil Lies” e si compone di tredici tracce scatenate e ribelli. Bordate metalliche di proporzioni immani si abbattono sull’apparato uditivo di quanti si dispongono all’ascolto e il suono delle chitarre è sempre aggressivo e ficcante.
- Artista
- Demonhead
- Etichetta
- Fastball Music
Secondo album per i Demonhead, una band australiana che sta acquistando una dimensione di tutto rispetto sulla scena metal internazionale. Il disco si intitola “Black Devil Lies” e si compone di tredici tracce scatenate e ribelli.
Bordate metalliche di proporzioni immani si abbattono sull’apparato uditivo di quanti si dispongono all’ascolto e il suono delle chitarre è sempre aggressivo e ficcante. Provate ad ascoltare, per esempio, la splendida “Betrayal Avenged”, un titolo che è tutto un programma. La band è stata perseguitata in un recente passato da infortuni e disgrazie, al punto tale che il “frontman” David Lowes era incerto sull’opportunità di continuare oppure no. Il titolo del disco riflette chiaramente la natura di questa nuvola tragica e oscura che ha ostacolato il cammino del gruppo.
Tanta negatività si è trasformata invece in rabbia e in nuova energia e composizioni come “Children Of the Night”, “Blood Debt”, “Eyes Of The Insane” e “Face The Demons “ ne hanno risentito positivamente. Sono quanto mai evidenti – in quei riffs serrati e senza concessioni melodiche – le influenze di gruppi storici come Metallica e Pantera, ma non mancano anche riferimenti al “punk” delle origini o al “death metal”. Il disco è stato registrato da Chris Themelco ai Monolith Studios.
Da ascoltare al massimo volume.


