Expensive Air
Un disco da ascoltare a ripetizione con la sua bellezza sonora votata alla ribellione autentica e alla forza obliqua del ritmo. È uno psichico e appagante viaggio iperbolico di suoni Nineties nello spazio del futuro.
- Artista
- Oneida
- Etichetta
- Joyful Noise Recordings
Sarebbe riduttivo parlare degli Oneida solo ed esclusivamente come una realtà della scena indie-rock, perché la band newyorchese, dal 1997 ad oggi, ha da sempre scardinato e modellato i generi più disparati, seguendo l’onda di una esuberanza espressiva e di una rivoluzionaria libertà sonora.
Nei loro dischi c’è il punk e il garage che fanno a braccetto con l’acidità psych, il noise che dialoga col kraut e l’elettronica e anche l’ultimo album “Expensive Air”, il diciassettesimo della loro carriera, si muove adrenalinico e poderoso sulle rotaie del suono, tra minimalismo e follia.
Dal precedente “Success” i confini sonori si espandono, si destrutturano, dilagano rabbiosamente nel rumore cosmico e penetrante delle distorsioni, tra le chitarre acide e il drumming sfrenato e inconfondibile di Kid Millions.
In questo disco c’è l”urgenza dell’improvvisazione e della sperimentazione, la voglia di spingere sull’accelerazione delle emozioni più ruvide, tra testi che oscillano tra introspezione e umorismo e suoni che fluttuano tra rumorismo e melodia.
Si parte con la potenza abrasiva e monumentale di ‘Reason To Hide’, che già da sola vale l’intero disco, per poi tuffarsi nell’universo punk di ‘La Plage’. Ci sono i ritmi distorti e incalzanti di ‘Stranger’” e le orecchiabili melodie di ‘Here It Comes’; i loop motorik di ‘Salt’ e l’oscurità magnetica di ‘Gunboats’
“Expensive Air” è un disco da ascoltare a ripetizione con la sua bellezza sonora votata alla ribellione autentica e alla forza obliqua del ritmo. È uno psichico e appagante viaggio iperbolico di suoni Nineties nello spazio del futuro.


