Tupac Shakur ‒ la biografia autorizzata
“Tupac Shakur” è una biografia che fornisce uno spaccato tanto interessante quanto tristemente cupo degli Stati Uniti e della condizione difficilissima degli abitanti afroamericani in quel paese a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta, un ritratto dell’artista accurato, approfondito e circostanziato. Per quanto riguarda il libro di Staci Robinson, l’unico aggettivo in grado di descriverlo adeguatamente è: imprescindibile.
With Trampled by Turtles
Abbandonati i vezzi sperimentali del precedente “White Roses, My God”, Alan Sparhawk torna a stregarci con la magia fuori dal tempo di “With Trampled by Turtles”. I ritmi sono lenti e ipnotici. Frutto di un lavoro corale, la musica suggerisce una partecipazione emotiva costante degli artisti in studio (Sparhawk è accompagnato dai Trampled by Turtles, band di Duluth), ed evoca le melodie malinconiche dei Low in più di un’occasione<br>Album di matrice folk, necessiterà di ascolti ripetuti per far superare la probabile impressione di immobilismo stilistico suscitata all’inizio. <br>
Live @ Largo Venue, Roma ‒ 25 giugno 2025
Al giorno d’oggi nello sconfinato campo della musica i confini rigidi, e talvolta invalicabili, tra i generi sono stati spazzati via. Può avere ancora senso nel 2025 ascoltare un gruppo monolitico come i Gorilla Biscuits?
Live @ MONK, Roma ‒ 15 giugno 2025
Da tempo molto stimati dagli addetti ai lavori, e stasera al Monk apprezzati incondizionatamente dai presenti in sala, i Porridge Radio hanno suonato con innegabile trasporto un repertorio che alla lunga ha palesato una formula applicata in maniera troppo ripetitiva. Lo standard è, con lievi variazioni: inizio soffuso; aumento progressivo di intensità; deflagrazione; chiusura non spaccatimpani. Non di rado, armonie vocali come abbellimento. Dal vivo la potenza del suono sconfina in territori “shoegaze”, e stupisce che a produrla, oltre al basso e alla batteria, non siano due chitarre elettriche distorte ma una sola
Nick Drake. La strada verso il blu
Due anni fa con “Nick Drake: The Life - The Authorised Biography”, opera di più di cinquecento pagine edita dalla John Murray, Richard Morton Jack ha probabilmente scritto il testo definitivo sul musicista inglese. Messa a confronto con tale studio, “Nick Drake. La strada verso il blu”, nuova pubblicazione della collana Director's Cut, potrebbe dimostrarsi di inutilità assoluta; se non altro, si sarebbe propensi a pensarlo, considerata la stringatezza che la caratterizza. E invece, ancora una volta un volumetto della #TuttleEdizioni si fa apprezzare per gli spunti e le osservazioni che vengono offerti al lettore.
Live @ Monk, Roma – 09/04/2025
Veterano dell’underground statunitense, Steve Wynn sembra non invecchiare mai sul piano artistico.<br><br>A Roma per presentare il suo ultimo album “Make It Right” e l’autobiografia “Non lo direi se non fosse vero.
I Love You, Honeybear Demos, Etc.
Oggetto di particolari attenzioni da parte della critica specializzata fin dall’esordio del 2012 col nome d’arte Father John Misty, Josh Tillman (già musicista nei Fleet Foxes) ha da poco pubblicato un nuovo album (“Mahashmashana”). Di recente è stato ristampato il celebrato “I Love You, Honeybear”, in occasione del decimo anniversario dell’uscita, e la Sub Pop ha reso disponibile, solo in digitale, la raccolta “I Love You, Honeybear Demos, Etc.”. La scelta di diffondere bozzetti musicali è di solito discutibile, e bisogna ammetterlo: se non si nutre ammirazione sconfinata per l’opera di Tillman sarà difficile entusiasmarsi per i brani che compongono tale selezione
Live @ MONK – Roma, 5 marzo 2025
Sul palco, una band impeccabile che con bravura e simpatia ha stabilito subito un’intesa profonda con i presenti. Il trasporto delle interpretazioni, il suono spesso elettrizzante e avvolgente, l'affiatamento tra i musicisti, i sorrisi radiosi, le battute tra un brano e l'altro, gli abbracci scambiati sono stati quasi toccanti. Numerosi i momenti da ricordare: “Quello che non hai”; la lunga introduzione e l’interazione di basso, batteria e chitarra elettrica in “Drago”; “Filo d'erba” e “Ciao amica”, con ospiti Luca Carocci e Roberto Angelini; la grazia e la vivacità di “30 40 50”; i ritmi in levare di “Morsa” e “Le stelle di giorno”; le dilatazioni psichedeliche e il crescendo energico di “La strada tra la terra e il sole”; la dolcezza di “Una Somma Di Piccole Cose”, con Niccolò Fabi
“Il gioco del silenzio”
Uscito da qualche mese, l’ultimo album dei TV Lumière è un’opera formalmente impeccabile che in maniera schematica si può collocare grossomodo nel filone slow-core. Cadenze estremamente rallentate, dunque; ricami di chitarre elettriche e acustiche, e placidi arpeggi di note; musica quieta, e atmosfere non di rado malinconiche; talvolta, un po’ di brio a dare vigore
Troublegum (30th Anniversary Edition)
Folgorante all’epoca in cui arrivò nei negozi, “Troublegum” non ha perso lo smalto a trent’anni dalla sua pubblicazione. In ritardo di qualche mese segnaliamo la riedizione in vinile (colorato) del disco che assicurò alla band nordirlandese una meritata notorietà a metà degli anni Novanta, anche grazie ad alcuni videoclip in rotazione su MTV. Tra le molte note positive del disco, tre episodi estremamente riusciti: la vibrante rilettura di “Isolation” (una cover dei Joy Division rappresenta sempre un azzardo); “Unbeliever”, pezzo favoloso che traghetta il sound del complesso di Ian Curtis negli anni Novanta; “Lunacy Booth”, ennesima traccia in cui energia e melodia si fondono mirabilmente. Un autentico gioiello.