Quelle incerte e circolari distese post rock
Ho sempre pensato doveroso lasciar da parte ogni didattica e abbandonarmi al suono che qui, come in tutti quei casi in cui la scrittura cerca didascalie classiche e scuole “alte” del genere, sembra tornare sempre dentro circolarità lisergiche e psichedeliche.
“Linguaggio macchina”
Sembra di tornare indietro nel tempo… eppure il <i>linguaggio macchina</i> in oggetto proviene dal futuro, precisamente il 2096. Eppure sono evidenti le tracce new-ave di questo suono, quelle sezioni di drumming decisamente “elastiche” e futuristiche, quei riverberi di stanze remote dove tutto viene permeato da polvere “stellare”…
“Sweet Revenge”
<i>“Ho cambiato tutto ma non quello che sono”</i>… da questa frase prenderemmo spunto per disegnare un manifesto di questo debutto sulla lunga distanza per la giovanissima <b>Giulia Clementi</b> in arte <b>Leea Clem</b>.
Dentro forme alternative e familiari
Cercare sentieri nuovi restando pur sempre connessi con quella terra ferma che conosciamo. Pizzico di grunge e qualche soluzione metal, droni e colori scuri e poi, come sempre, l’immancabile pop “americano” che non deve distogliere dalle intenzioni.
“Woman On My Mind”
I comaschi <b>Fading Into Silence</b> entrano in scena con <b>“Woman On My Mind”</b>, un album che non si limita a far gli onori di casa ma esplora concetti e poi, volendo, amplifica i compiti fatti a casa in anni di ascolti e di semina. Il metallo di casse puntute, nervi scoperti, quel gusto epico che inevitabilmente significa anche fascino medievale, e poi palchi internazionali e una visione ormai adulta della scrittura e del suono.
LuMi: tra funk, dance e buone intenzioni
C’è del glam rock, fatto di funk e di suoni un poco retrò che forse incalzano più la nostalgia che quel certo cliché estetico anni ’90. <b>Mirko Lunghi</b> in arte <b>LuMi</b> torna in scena dopo aver collezionato singoli dal sapore interessante…
“Transition” (Sghetto Records)
Andiamo dentro i meandri della <b>Sghetto Records</b> e sfogliamo le pagine più interessanti di questo esordio firmato dal batterista, compositore e cantante <b>Joe Allotta</b>. Sicuramente è dal Jazz che dobbiamo partire… sicuramente è dalla world più raffinata che dobbiamo attingere anche qualche cartuccia da sparare contro il bersaglio.
“Valvassori del BardFolk”
Il terzo album di <b>BardoMagno</b>, <b>“Valvassori del BardFolk”</b>, conferma la band come uno dei progetti più originali del panorama folk rock italiano, dove musica, ironia e satira storica si trovano sotto il vessillo medievale di un modo epico di pensare alle pareti di distorsioni. Sono gli Europe ma anche no… sono i Nickelback ma anche no. Sono i Bardomagno, sono ormai 3 dischi che il suono non fa un grinza nelle promesse e sono ormai 3 dischi che il loro nome e il loro progetto non fa altro che cresce…<br>
“Una Nuova Luce Sul Mondo”
L’esplosione iniziale è presagio di distruzione fatale. Bagliori di ricostruzione all’orizzonte ormai assai vicino. <b>Stefano Napolitano</b> parte da qui per ricostruirsi dentro un suono futuristico ma neanche tanto, sfoggiando disegni di <b>new-wave</b> esemplare...
It’s Never Over, Jeff Buckley
Scomparso tragicamente nel 1997 a soli 30 anni, Buckley è stato uno dei cantautori che con un solo album in studio è stato in grado di segnare una generazione grazie ad un talento fuori dal comune, una voce incredibile e un'intensità tipica solo dei più grandi. "It's Never Over, Jeff Buckley" presentato durante l'ultimo Sundance Festival, è stato accolto con entusiasmo dalla critica e dopo la proiezione ad agosto del 2025 arriva sulle piattaforme in streaming.