L’indie alternativo di belle stagioni
Eh si perché dischi di questo suono e di questa irriverenza - direi anche analogica - è qualcosa che non solo ci manca (mi manca) ma che in fondo manca a tutto il panorama rock italiano. Schiavi come siamo ormai del perbenismo digitale che rende tutto perfetto, anche la voglia di non mandarla a dire.
Un trittico tra futuro e pop
Gli <b> ⁄handlogic</b> aprono una nuova fase del proprio percorso con questo Ep di 3 inediti dal titolo <b>“Chi ti guarderà?”</b>, primo tassello di un progetto discografico che segna un cambio netto di direzione.
L’evoluzione del suono e della specie
Ecco fresco di stampa e di digitalizzazione. Esce per <b>La Tempesta Sur</b> - l’appendice de <b>La Tempesta Dischi</b> che si rivolge a contaminazioni latine di vario genere e direzione… dunque sono questi i colori che dobbiamo attenderci e al nome dei <b>Cacao Mental</b> non è che potevamo ascrivere altro. Il nuovo disco si intitola <b>“Evolución”</b>
“Ci vuole iniziativa”
<i>“Se c’è un porto ci sono marinai… mica si può stare sempre stare in mare aperto…”</i><br>E come incipit di un disco che rompe abitudini e cliché direi che ha quel sapore di contrasto e contraddizione…
Dentro le trasgressioni noise rock di “Urobori”
Cambiano le forte, si mescolano modi… qualcuno potrebbe ravvisare del grunge, altri del noise, l’alternative ovunque, il Prog anche a condire… <b>“Urobori”</b> è ciclicità e spiritualità di un disco nuovo, è l’ennesimo manifesto di quanto grande sia la produzione italiana di oggi…
Ricalibrando il mondo intero
<b>“Recalibration”</b> è una splendida prova a firma di <b>Amana Melomè</b>, artista euro-caraibico-americana, nipote di un grande come <b>Jimmy Woode</b> che era il contrabassista più giovane dell’orchestra di <b>Duke Ellington</b>…
Un 45 giri davvero analogico
Non ricordo bene dove ma penso di aver letto da qualche parte proprio questa assonanza con la celebre “Lay & Love” del progetto di Byrne e Oldam per il film “This Must be the Place”… assonanza che il suono acustico e minimale sforna quando la voce cerca proprio quella particolare soluzione melodica.
“Mondi”
Se potessi pensare ad un brano “manifesto” di <b>Freakybea</b> in questo suo nuovo disco <b>“Mondi”</b> direi che la prima traccia <b>“Mai più di così”</b> sia perfetta. Glissati e giochi di voce che sfoggiano una padronanza ed una intonazione potente e sotto ogni controllo.
“La breve distanza”
In questo tempo sanremese direi che questo disco cade puntuale. A fagiolo come si dice… ed è indicativo come, nonostante il futuro imperante delle intelligenze artificiali, comunque un certo pop d’autore resti intonso e inalterato.
“Fragili Meravigliose Città”
<b>“Fragili Meravigliose Città”</b> è così che promette di essere: anche nella “plastica” industriale di <b>“Amore classico”</b> sprigiona una dimensione tutta umana di fragilità, di un amore che in questo caso si mostra adolescenziale e senza pregiudizi…