Sub Pop
Morning in America
A un anno dal pregevole Digital Garbage, i Mudhoney si riaffacciano sul mercato discografico con un EP che conferma ulteriormente il talento del gruppo di Seattle. Sette tracce che bruciano di energia travolgente, provenienti dalle session di registrazione dell’album sopracitato. Testi lucidi, amari e battaglieri, feedback, fuzz a profusione; Mark Arm, Steve Turner, Dan Peters e Guy Maddison ribadiscono di essere una voce fuori dal coro
August
L’infelice definizione “transcendent folk-pop artist”, fornita dal sito della Sub Pop per inquadrare l’esordiente Shannon Lay in un filone musicale, potrebbe essere sufficiente per i più impietosi a scartare a priori l’ipotesi di un ascolto dell’album “August”. Un’opera di cantautorato tutto sommato inutile; un disco piuttosto malinconico, in cui si alternano brani costruiti su un fingerpicking elementare di mortale monotonia ad altri leggermente più briosi, in cui la formula voce-chitarra viene ravvivata da qualche altro strumento (graziosi, ad esempio, gli sbalzi d’umore di “Nowhere”)
Elastic Days
Pur cristallizzato nella formula strofa/ritornello/strofa/ritornello/assolo, che non viene mai abbandonata, l’album avvolge l’ascoltatore con la malinconia delle tinte pastello. “Elastic Days” può considerarsi una validissima summa del Mascis più pacato e riflessivo nella prima parte del disco per poi movimentare l’atmosfera nelle ultime tracce
Digital Garbage
Messo da parte lo sberleffo e scartate le inezie, con 'Digital Garbage' i Mudhoney esprimono un giudizio corrosivo e inclemente sui mali che affliggono la nostra epoca
LiE
Un nuovo disco live che offre un resoconto sintetico ma significativo dell’energia sprigionata dal vivo dai Mudhoney sui palchi europei durante il tour del 2016 a conferma che le mode passano, alcuni generi riscuotono successo per poi andare incontro a fallimenti; in un panorama musicale altalenante, i “nostri” restano, per fortuna, una rassicurante, solida certezza
The Other
Il nuovo disco di Kyle Thomas, in arte King Stuff, rappresenta un lato più esoterico e riflessivo del musicista, non più canzoni frenetiche e oltraggiose, ma brani colmi di speranza e fiducia e, anche se il “Re” è preoccupato per il futuro e le tastiere synth su "The Other" suonano futuristiche nonostante l’effetto vintage
Jericho Sirens
Forti di un curriculum significativo alle spalle, gli Hot Snakes tornano a brutalizzare i timpani degli ascoltatori con dieci pezzi sferraglianti. Jericho Sirens, quarto album inciso per la benemerita Sub Pop, a quattordici anni dal precedente, è un disco esplosivo
Light Information
La mitica fucina del Grunge pubblica un disco anomalo e sgangherato in cui l’artista canadese si rivela più consapevole e ottimista rispetto al passato
In Spades
Greg Dulli, con la sua voce stavolta struggente, accompagna l’ascoltatore nell’ultimo capitolo di un disco forte, compatto, rapido, diretto che per omogeneità di sound e attitudine si avvicina molto all’idea di concept album
8-Way Santa (2016 Reissue)
Un monolite che inquietava ed entusiasmava all’epoca dell’uscita, e che a venticinque di distanza non ha perso smalto