Classic Rock 3 Novembre 2014

Ride Out

Un rientro in grande stile che paradossalmente però coincide con quello che, a suo dire, dovrebbe essere anche il suo canto del cigno, l’ultimo atto di una carriera di tutto rispetto

Il diavolo di Detroit ne ha fatto di strada dall’ormai lontanissimo esordio del 1968, intitolato ‘Ramblin’ Gamblin’ Man’.
Oggi Bob Seger è un signore di quasi settant’anni, non ha più lunghi capelli neri ma un taglio corto, sono bianchi come l’immarcescibile barba. Quello che non ha mai perso in questi anni è la voglia di fare Rock and Roll, quello sincero che da sempre ha caratterizzato uno dei suoi due lati. L’altra faccia del suo songwriting è invece dedicato alle ballad che lo hanno reso famoso. Quel tipo di canzoni lente e sognanti che solo gli americani riescono a fare (You Take Me In) e che fanno da colonna sonora a lunghi viaggi in spazi immensi, percorsi in auto senza nessuna fretta (All Of The Roads), tranne quando è lo stesso Seger a pigiare sull’acceleratore come nell’opener Detroit Made (John Hiatt).

‘Ride Out’ è il suo primo lavoro dopo anni di silenzio; è stato registrato cercando di ottenere un effetto fresco e diverso da tutto quanto Seger aveva fatto finora (It’s Your World).
Il disco è pieno di musicisti di Nashville che si occupano dei fiati, archi e per la prima volta Seger si avvale della presenza femminile, Laura Creamer, Shaun Murphy and Barb Payton, a cui affida i cori.
Bob si diverte a passare fra i vari generi arrivando in tackle scivolato sul blues and boogie Hey Gypsy per poi rialzarsi su Adam And Eve (Kasey Chambers/Shane Nicholson), country in 4/4, cesellato da violini e armonica e cantato in tandem con Laura Creamer.

‘Ride Out’ è un super classico dei classici, è come il buon vino rosso per annaffiare portate di carne. È un lavoro di quelli che si facevano una volta, entrando in studio con idee ben chiare e mostrando onestà nel cuore e nei modi alieni da escamotage tecnici. Tanta passione cristallina viaggia a braccetto con i testi sempre impegnati che mostrano anche il lato più delicato di questo sottovalutato cantautore (Gates Of Eden).

Il lavoro esce in versione cd classica, Deluxe con tre brani extra e infine in Target Exclusive Deluxe Version con l’aggiunta di ben cinque brani inediti.
Il suo è un rientro in grande stile che paradossalmente però coincide con quello che, a suo dire, dovrebbe essere anche il suo canto del cigno, l’ultimo atto di una carriera di tutto rispetto.