A guardarli sembrano il solito gruppo preconfezionato ad arte per un target specifico, entro e non oltre i 18 anni diciamo. In parte probabilmente è anche così. Ma non è giusto fermarsi alle apparenze e soprattutto non sarebbe giusto nel confronti dei Blind Fool Love. ”La Strage Di Cupido” è il loro album d'esordio e già dal titolo inizi a farti delle domande: “strage”, un po' forte come parola. Ma poi Cupido non era quello che faceva innamorare le persone a colpi di arco e frecce? Andiamo avanti. Metti su il disco, saranno le solite canzoncine “poppettine amorose” pensi e questi invece ti sparano addosso un mix di metal, rock e canzone d'autore. Allora ti concentri sulle liriche, prima o poi arriverà il fatidico “io e te tre metri sopra il cielo”. Ma anche qui resti deluso/sorpreso nel sentire testi che affrontano temi come il nucleare, l'anoressia e anche l'amore, ma cupo, malinconico, tutt'altro che zuccheroso. A questo punto non restava altro che incontrare Tommaso, Piero e Marco per capire meglio la loro musica direttamente dalle loro parole.
Perché vi chiamate Blind Fool Love?
Tommaso: Bella domanda! Blind Fool Love significa “cieco folle amore” ed è rubato dal sonetto 137 di Shakespeare. Il significato è legato agli inizi della nostra carriera, quando facevamo soprattutto canzoni d'amore raccontando un sentimento più cupo, folle. Il nome ci si addiceva perfettamente e poi ci sembrava fico. Ripensandoci ora forse è stato un errore scegliere un nome inglese, ci sarebbe piaciuto averlo in italiano però non potevamo cambiarlo all'improvviso. Comunque tutto sommato rappresenta bene quello che siamo e poi ha una bella storia dietro visto che viene da Shakespeare.
Ricollegandoci al tema dell'amore vi chiedo come mai avete scelto proprio “La Strage Di Cupido” come titletrack, che è un brano che si discosta dai canoni classici della canzone d'amore.
Tommaso: “La Strage di Cupido” in realtà non è una vera e propria canzone d'amore, anzi noi nel brano l'amore metaforicamente lo uccidiamo. È una specie di reinterpretazione del Cupido che tutti conosciamo, il bambino che spara frecce per far innamorare le persone. Noi abbiamo deciso di farlo diventare vecchio e insoddisfatto, uccide le persone e uccide in senso figurato l'amore. Dopo aver ucciso tutti gli innamorati rimane da solo, si pente e decide di impiccarsi ad un albero di pesco, un po' come Giuda. Quindi è in un certo senso una canzone contro l'amore. Anche altri pezzi del disco tipo ”Saranno Giorni, Com'eri Un Tempo” che è il nostro nuovo singolo o ”La Ballata Della Farfalla Melitaea” non sono le classiche canzoni d'amore, parliamo di un amore un po' malinconico. Marco: Perché comunque il genere che facciamo si porta dietro un mondo che è scuro e poi anche perché ci piacciono poeti come Baudelaire e pittori come Caravaggio, che tra l'altro è morto a Porto Ercole che è il nostro paese. Tommaso: Sono sempre stato fissato con Caravaggio, infatti ho curato io sia le grafiche che le foto dell'album ispirandomi a Dalí, Magritte e soprattutto Caravaggio. Quindi anche l'arte che non è musica ci influenza tanto.
C'è un messaggio che volete comunicare con la vostra musica?
Tommaso: Dal punto di vista ideologico non proprio, anche perché i pezzi sono tutti vari e composti in periodi diversi. Ad esempio ”Vampiro” è una canzone che ora non faremmo mai, risale al 2004 quindi è una canzone vecchia, molto diversa sia a livello sonoro che soprattutto di liriche da “La Strage Di Cupido”, che invece è stata scritta poco tempo fa. Piero: Più che messaggio è un intento, avvicinare più persone possibile alla nostra musica rock. Tommaso: Il rock in Italia è un po' scomparso. Quindi vogliamo provare a farlo rivivere.
Voi avete in parte un pubblico molto giovane. Sentite una sorta di responsabilità nel trasmettere degli esempi “giusti”?
Tommaso: Siamo un gruppo nato dal web e lì ci sono soprattutto giovani. Molti hanno iniziato a seguirci quando abbiamo fatto il Myspace nel 2007 e sono cresciuti con noi. Alcuni sono venuti ieri a Verona dove abbiamo fatto un ‘instore’, altri invece ce li stiamo conquistando pian piano. Il fatto che tanti siano giovani è dovuto anche all'aspetto, soprattutto per quanto riguarda le ragazze, cosa che un po' ci penalizza un po' ci giova. Noi comunque siamo spontanei sia nella musica che nell'estetica, non ci mettiamo mai paletti, è la cosa che odiamo di più. Piero: Diciamo che proviamo a trasmettere qualcosa anche con dei testi impegnati. Tommaso: Per esempio ieri a Verona è successa una cosa che mi ha fatto tanto piacere. Due persone sui 50-60 anni, penso tutti vecchi rockettari, hanno letto su L'Arena un articolo su di noi che li ha incuriositi e sono venuti a sentirci. Il titolo diceva “D'annunzio incontra il punk”, anche se il nostro non è propriamente punk, però effettivamente a quel tempo D'annunzio era il tipo più hardcore d'Italia! Il nostro intento è di fare musica per tutti e stiamo ottenendo dei piccoli risultati che però sono significativi. Una cosa che ci penalizza tanto è l'età, abbiamo 20 anni e un trentenne anche se sente in noi qualcosa di bello è difficile che ci ascolti. Però non abbiamo fretta, magari col tempo conquisteremo anche loro.
Una canzone del disco a cui siete più legati c'è?
Tommaso: Per me “La Strage Di Cupido”, perché quando l'ho scritta volevo fare qualcosa di superiore alle altre canzoni. È più particolare, dentro ci sono tutte le nostre influenze. Piero: Dal punto di vista compositivo La Strage Di Cupido è quello che siamo oggi, però io mi sento affezionato anche a “La Canzone Della Guerra” perché è stato il nostro primo pezzo. Tommaso: Sì è stato uno dei primi pezzi con cui abbiamo iniziato a farci conoscere su internet.
Chi sono gli artisti che ascoltate e che vi influenzano?
Tommaso: Contemporanei italiani nessuno, purtroppo in Italia di gruppi rock che ci danno ispirazione non c'è ne sono proprio. Ci hanno influenzato tantissimo i cantautori italiani, De André, Battiato, Lolli, Endrigo. Per quanto riguarda gruppi stranieri a livello sonoro ci sono i Mastodon. Soprattutto siamo influenzati da tutto il rock degli anni ‘60, i Doors ad esempio sono una grande influenza, come anche i Guns N' Roses, Slash si sente tanto negli assolo che faccio.
Tu Tommaso curi anche la parte visuale del gruppo, dalle grafiche alle foto. Secondo voi è fondamentale accompagnare l'uscita di un disco con un'immagine ben curata?
Tommaso: Oggi sì, soprattutto perché di dischi se ne vendono pochi, quindi chi va a comprare l'album deve anche essere incuriosito dalla copertina e dal booklet, anche se quello lo vedi dopo. Mi piace tanto modificare le foto, completa la nostra visione delle musica, le nostre immagini raccontano le nostre canzoni. C'è tanto di surreale e di rock classico nella nostra musica e questo si evince anche dalle foto e dalle copertine.
Avete mai pensato di scrivere in inglese e provare a portare la vostra musica anche all'estero?
Tommaso: Abbiamo iniziato scrivendo in inglese, a seguito delle prime esperienze col punk, metal e hardcore. Poi abbiamo capito che la nostra strada era scrivere in italiano. Magari in futuro, sarebbe bello andare all'estero però prima bisogna avere una base nel proprio paese.
Dipende anche un po' dal fatto che vi sentite più liberi con l'italiano?
Tommaso: Sì, l'italiano è una lingua stupenda per la musica, poi è logico, abbiamo più libertà, più padronanza delle lingua. Non saprei come fare a scrivere un pezzo in inglese, dovrei trovare qualcuno che me lo traduca e me lo adatti, però è come se la canzone non fosse più mia. Se un giorno scriveremo in inglese sarà per un discorso solo commerciale e non per bisogno artistico.
Perfetto, in bocca al lupo allora!
BFL: Crepi, grazie!
Articolo del
20/10/2011 -
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