Live Report 27 Febbraio 2004

Stiff Little Fingers live al Black Out Rock Club – Roma, 26 Febbraio 2004

L’energia grezza e pura del rock and roll, la ribellione e la rabbia del punk, più una naturale predisposizione a melodie antagoniste di spessore epico. In sintesi è questo il biglietto da visita dello storico gruppo irlandese che ha contribuito non poco all’epopea del punk britannico e che adesso è di nuovo in tour per celebrare i venticinque anni di attività.

Guidati da uno straordinario Jake Burns alla chitarra e voce, gli Stiff Little Fingers sono cambiati ben poco rispetto a quel periodo: Henry Cunley, il secondo chitarrista, c’è ancora, mentre ci sono degli avvicendamenti alla sezione ritmica (Bruce Foxton dei Jam al basso). Ma non appena la band procede alla accensione delle micce, l’analisi dei dettagli passa in secondo piano e veniamo tutti sommersi dalle note incalzanti di “Tin Soldiers”, scelta ideale per scaldare l’ambiente. Subito dopo ecco che arriva “Roots” da “Inflammable Material” lo splendido album d’esordio del gruppo.

Molto divertente poi la riproposta di “Doesn’t Make It All Right” degli Specials, e sembra davvero di tornare indietro nel tempo, quando punk e ska convivevano amabilmente sotto lo stesso cielo britannico. E ancora “Barbed Wire Love” intensa come ce la ricordavamo, presentata da Jake Burns come l’unico brano romantico che abbia mai scritto, e giù ancora con note bollenti di rivolta su “At The Edge” ,
“Suspect Device”, “Fly The Flag” e “Wasted Life”, che raccontano le storie personali di chi si è battuto per la libertà del territorio irlandese mettendo a rischio la propria vita.

Il saluto finale è affidato ad “Alternative Ulster” il “refrain” della quale viene urlato a squarciagola da tutti i presenti
coinvolti emotivamente e uniti idealmente alla sincera passione di chi non ne vuol sapere di piegarsi, né di cedere il passo alla dilagante idiozia. Sulle magliette degli Stiff Little Fingers campeggiava bene in vista una scritta latina: “Illegitimi Non Carborundum” che tradotta significa
“i bastardi non bruciano mai”. Punk Is Not Dead!!!! E va bene così!