Ambient/Elettronica 6 Novembre 2015

Elegiac

È un disco che assimila al suo interno il senso della trasformazione, con un' idea ritmica che conserva un punto di vista quasi mitologico sulla fine intesa come metafora di risveglio e di rinnovamento.

Artista
Cubenx
Etichetta
InFiné Music

È elegiaca sin dal titolo questa seconda fatica discografica di Cesar Urbina, aka Cubenx. Dopo l’album “On Your Own Again” del 2011, il compositore di origini messicane decide così di esplorare il suono in maniera cinematica e rarefatta, perlustrando i territori di un’elettronica diradata tra paesaggi di bass music e impalpabili distese di trip hop.
Con una sorta di lirismo futurista e un’anima nomade, il disco si muove tra suggestioni elettroniche, sperimentazioni rumoriste, visioni serrate e variazioni intimiste su tappeti di field recordings.
Un’allucinazione narrativa che, avvalendosi anche delle voci di Yasmine Hamdan in Blindfold, Cyané Quijano in Drizzling Lemon Pearls, Born In Flamez in Peacefully Sinking e Pris Wayland in Banquet, fluttua tra nuvole d’aria (F.All) e vitalità dub (Treasures), ampiezze sonore (Our Fire) e delicati bagliori (Flaneur), forze oscure (Rossbach) ed evocativi e incalzanti spiriti (A Sheltering Sky).
”Elegiac” è un album dalla dimensione quasi mistica che gioca sui contrasti, destrutturando attraverso i suoni una forma di elegia musicale ancorata a un passato da abbandonare e con uno sguardo rivolto al futuro.
È un disco che assimila al suo interno il senso della trasformazione, con un’ idea ritmica che conserva un punto di vista quasi mitologico sulla fine intesa come metafora di risveglio e di rinnovamento.