Ambient/Elettronica 10 Marzo 2016

Grayscaleye

Un progetto interessante, che pur risentendo di numerose influenze musicali, sa coinvolgere. È un album che vive di spirali ascendenti e discendenti, di scale di grigio racchiuse tra arcobaleni di suoni.

Artista
Grayscaleye

Entrare all’interno di un sogno lucido fatto di mille stanze sonore, questo è in sostanza l’omonimo esordio di Grayscaleye, aka Luca Bottigliero (batterista dei Lucertulas, One Dimensional Man e Giorgio Canali). Muri di noise rock, fulmini di math rock e nebbie di synth, labirinti industrial con echi alla N.I.N., corridoi post-metal e giardini ambient, si alternano all’interno del disco, costruendo diramazioni sonore che hanno come fulcro centrale la sperimentazione più impetuosa e catartica.
L’album vive così nella varietà compositiva, tra morbidezze e istanti granitici inglobati su ragnatele elettroniche, e gioca di policromia ritmica su altalene vocali, realizzate da Federico Grella, che sfumano tra visioni eteree e allucinazioni energiche.
Nei nove brani si susseguono aspre distorsioni (No Horizontal, No Vertical) e macchine sonore materiche (Empire, Animal Eye), gelide astrazioni sintetiche e potenti divagazioni strumentali (Hexagonwave, Flame), forti battiti elettronici (We’ll Walk On The Land, Everything/Nothing) e flussi evocativi (Sun).
Grayscaleye è un progetto interessante, che pur risentendo di numerose influenze musicali, sa coinvolgere. È un album che vive di spirali ascendenti e discendenti, di scale di grigio racchiuse tra arcobaleni di suoni.