New Releases 3 Marzo 2017

The Best Of

Siamo di fronte al primo tentativo di mettere insieme l’elettronica, il dub e l’hip hop con quelle che sono le radici della musica araba, sia classica che folk

Artista
Soapkills

Quelli della Crammed Discs hanno deciso di ristampare l’intero catalogo dei Soapkills, la prima “indie band” del Medio Oriente, un gruppo di culto ormai che si formò nel 2005 e che diede alla luce – grazie ad una piccola etichetta libanese – tre album davvero importanti che rispondono ai titoli di “Bater”, “Cheftak” e “Enta Fen”.

La band era formata da Zeid Hamdan e da Yasmine Hamdan, entrambi nativi di Beirut. Adesso Yasmine è impegnata in una fortunata carriera solista e molti di voi la ricorderete esibirsi in un club locale in una delle scene finali di “Only Lovers Left Alive”, il film di Jim Jarmusch che si dipana fra Detroit e Tangeri. La voce della Hamdan è di certo affascinante e sensuale, ma sono le soluzioni musicali intraprese dai Soapkils che risultano ancora interessanti e moderne, a oltre dieci anni di distanza dalla loro pubblicazione. Siamo di fronte al primo tentativo di mettere insieme l’elettronica, il dub e l’hip hop con quelle che sono le radici della musica araba, sia classica che folk. Brani come Herzan, Galbì e Leh Zaalen sono carichi di atmosfera, risultano a dir poco entusiasmanti e tracciano le linee compositive di quelle che da lì a poco sarà il movimento trip-hop della scena araba.

Disco fondamentale, che racchiude il meglio di tutta la produzione dei Soapkills.