Cinema 10 Febbraio 2018

Chiamami con il tuo nome

Un piccolo e autentico capolavoro di respiro internazionale, attualissimo per la tematica affrontata ed emotivamente potente

Artista
Luca Guadagnino
Etichetta
Warner Bros

Esce nelle sale cinematografiche Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, ispirato all’omonimo romanzo di Andrè Aciman. Film molto discusso dalla critica, conquista ben quattro candidature agli Oscar: miglior film, migliore attore protagonista, migliore sceneggiatura non originale e miglior canzone. Ottiene inoltre, la candidatura al Golden Globe per il miglior film drammatico 2018 e ai Premi Bafta 2018.

Un mondo idilliaco nella Crema degli anni ottanta, un mondo fatto esclusivamente di alta borghesia intellettuale, al cui interno spicca una famiglia franco-american-italiana, dove si disquisisce di arte, si leggono poesie, si studia musica classica, si parlano con naturalezza varie lingue -anche all’interno dello stesso discorso – e si discetta di politica. Tutto questo è il background del giovane protagonista diciassettenne Elio (Timothèe Chalamet), che in piena fase adolescenziale si trova a dover fare i conti con un sentimento sino allora sconosciuto e struggente al contempo.

Nella calda estate del 1983 il padre di Elio (Micheal Stuhlbarg), insegnante universitario specializzato nella cultura greco-romana, ospita – come da consuetudine – uno studente straniero impegnato nella stesura della tesi di post dottorato: è la volta del giovane Oliver (Armie Hammer) ventiquattrenne americano, affascinante e disinvolto. E sono proprio queste virtù a colpire l’ innocente Elio, che comincia ora a dedicarsi ai piaceri romantici e sessuali. Tra lunghe e soleggiate passeggiate nella natura, nuotate e discussioni, il rapporto tra i due diviene talmente intenso e lampante, che l’iniziale e allo stesso tempo saldo legame di amicizia, è destinato a trasformarsi inevitabilmente in una travolgente e autentica passione, che cambierà per sempre le loro vite.

La trama segue un andamento lento e coinvolgente: permette agli spettatori un’immedesimazione totale e ci fa così diventare il suo personaggio caratterizzato da uno spirito giovane e ribelle, ci fa vivere le sue inquietudini, le sue emozioni.

Esemplare è il monologo finale, un discorso del padre rivolto a Elio. Un padre accondiscendente che comprende appieno i sentimenti più intimi del giovane figlio, le sue debolezze e i patimenti, la sua capacità d’amare. Un monologo toccante per toni e veridicità.

Guadagnino ha portato in scena le fragilità più profonde e malinconiche tipiche dell’età adolescenziale. Una storia d’amore di grande delicatezza, un rapporto omosessuale mosso da un desiderio, profondo, carnale e sincero. Come ha dichiarato lo stesso regista, “Chiamami col tuo nome” chiude una trilogia di film sul desiderio, con “Io sono amore” e “A bigger Splash”. A differenza dei due film precedenti, qui il suo intento è quello di esplorare la sognante giovinezza, i cui protagonisti non possono non cedere alla seduzione dall’amore.

Un piccolo e autentico capolavoro di respiro internazionale, attualissimo per la tematica affrontata ed emotivamente potente