Post rock
Wolf In The Piano
Tra passato hardcore e presente in bilico tra post rock e americana, per un esordio tra luci ed ombre.
Obake
La creatura incede nel suo viaggio verso l’oscurità dell’animo attraversando incubi resi reali dalle vibrazioni del basso e da una voce dark che costituiscono il sentiero sul quale si poggia l’apparato sonoro di chitarre ed elettronica.
Portraits Ep
Ecco un disco che sa di rock, che scintilla nel lettore e che cavalca senza paura osando più che può.
Ferirsi Ep
“Ferirsi”, con le sue chitarre acquatiche e l’uso considerevole di synth, è un EP dal suono quasi crepuscolare, ideale per gli ascolti notturni grazie alle immagini spesso oscure che vengono evocate.
White Night Stand
Una sensuale “figura-fantoccio” femminile, che giace distesa sul letto immersa nella luce caliginosa di ‘lynchiana memoria’ è l’immagine di un album dal sapore malinconico e dalle visioni trasposte, ossessive, alienanti e ipnotiche.
Against Myself
Gran mossa dei DVQ, che con questa scelta avranno indubbiamente più possibilità di farsi conoscere, soprattutto all’estero e di conseguenza venir apprezzati, come giusto sia.
Form
In Nuova Zelanda non ci sono soltanto gli ‘All Blacks’. I Die! Die! Die! sono arrivati al loro terzo album ma per acquisire la compattezza dei conterranei atleti c’è ancora un po’ di strada da fare. Un disco da non sottovalutare.
The Quiet Lamb
Un album non proprio compiuto si direbbe, debole e non fragile, ma che di certo piacerà a chi (ermeticamente parlando) sta come d’autunno, sugli alberi, le foglie.
The Collective Unconscious Ep
Distorsioni misurate senza eccedere, arpeggi e riff “malati”. Ma ciò che semina un lavoro del genere è l’idea di una band con una personalità ancora poco definita
Read Between The Lines Ep
I tre brani che vanno a comporre l’Ep hanno sicuramente un’influenza post-rock ma etichettarli così è un po’ riduttivo, alla fine la band riesce a creare dei “paesaggi sonori” eccellenti, vitali, in cui ci si può perdere per un po’ nella piacevolezza del suono.