Italiani 3 Novembre 2020

Ramones. Gang Of New York

A due anni dal pregevole Radio Birdman. Il rito del suono selvaggio, recensito in queste pagine, Roberto Calabrò pubblica una agile monografia dedicata ai Ramones: band che ha esercitato un’influenza sulla popular music del Novecento come poche altre, e che – a decenni di distanza dal lontano esordio discografico del 1976 – continua a fornire ispirazione a numerosi artisti contemporanei.

A due anni dal pregevole Radio Birdman. Il rito del suono selvaggio, recensito in queste pagine, Roberto Calabrò pubblica una agile monografia dedicata ai Ramones: band che ha esercitato un’influenza sulla popular music del Novecento come poche altre, e che – a decenni di distanza dal lontano esordio discografico del 1976 – continua a fornire ispirazione a numerosi artisti contemporanei.

La storia dei Ramones è narrata a grandi linee con scorrevolezza in un centinaio di pagine, e uno dei punti di forza del testo (caratteristica che si apprezza in tutte le uscite della collana “Director’s Cut” legata alla rivista “Blow Up”) è l’attenzione dedicata agli album incisi dal complesso.

L’autore contestualizza ogni titolo, si sofferma sulle tracklist, fornisce osservazioni e/o indicazioni, e cita anche stralci dei testi, offrendo un valido spunto per andare a riascoltare il repertorio di Joey Ramone e compagni anche al lettore più ferrato nella loro discografia.

Tra gli aspetti della carriera dei Ramones sottolineati da Calabrò, ne mettiamo in evidenza due estremamente significativi: il rapporto strettissimo con i fan (motore trainante che sembra aver tenuto in piedi il gruppo); il successo ingiustamente tardivo raggiunto dalla band con l’esplosione di fenomeni dei primi anni Novanta quali grunge e “pop punk”, i cui esponenti esprimono ammirazione e riverenza per l’opera dei “fratellini newyorkesi”.

Non possiamo che chiudere questo breve articolo caldeggiando l’acquisto di Ramones. Gang Of New York, e tributando un elogio doveroso ed entusiastico all’intera operazione (una collana di saggistica che include Coil, Captain Beefheart, Swans, Red Crayola, Paul Roland, Suicide e Hüsker Dü in tempi di magra per l’editoria italiana non è certo un’iniziativa da prendere sottogamba).